Mercoledì 26 Febbraio 2025
GIULIA PROSPERETTI
Tech

Leggi a prova di AI: presentato a Roma il Manifesto per una normativa digitale e accessibile

L’Intelligenza Artificiale al servizio della legislazione: un nuovo approccio per norme più rapide, trasparenti ed efficienti

Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro

Sostenere la definizione di un approccio innovativo nella redazione, pubblicazione e analisi delle norme, che consenta una valutazione più rapida e accurata delle proposte legislative, riducendo al contempo i tempi, e così anche il divario tra l’evoluzione tecnologica e l’adattamento legislativo.

Questo l’obiettivo del ‘Manifesto per una normativa a prova di AI’ presentato a Roma, alla Sala Stampa della Camera dei deputati. Un appello alle istituzioni italiane e a tutti gli operatori interessati e coinvolti, ad adottare formati machine-readable nella regolamentazione, che ne permettano la fruizione digitale e l’analisi tramite modelli di Intelligenza Artificiale.

Promossa da Aptus.AI – startup innovativa del settore RegTech, fondata a Pisa da Andrea Tesei e Lorenzo De Mattei e partecipata da CDP Venture Capital e dal fondo VC P101 – ha immediatamente trovato ascolto e consenso tra esponenti del mondo accademico, giuridico e istituzionale. Tra i primi a sostenere la proposta al fianco di Tesei, co-founder e ceo di Aptus.AI, Giulio Centemero, coordinatore nazionale del dipartimento Innovazione e capogruppo della Lega in commissione Finanze, presente all’incontro insieme a Giulia Pastorella, vicepresidente di Azione, e a Lorenzo Basso, vicepresidente della commissione Trasporti e Ambiente del Senato (Pd).

In uno scenario in cui l’avvento dell’intelligenza artificiale e la rapida evoluzione tecnologica stanno trasformando radicalmente il nostro modo di interagire con l’informazione, aprendo opportunità senza precedenti per migliorare l’accessibilità e l’efficacia delle norme, l’Italia, grazie al suo avanzato ecosistema tecnologico e accademico, ha la possibilità concreta di diventare un pioniere globale in questo campo, ridefinendo il futuro della regolamentazione attraverso un sistema più accessibile, comprensibile ed efficiente. 

Oggi, l’applicazione dell’AI al processo decisionale politico e all’analisi normativa è limitata, se non ostacolata, dall’uso di formati statici, inadatti all’elaborazione automatizzata. “Questo status quo – si legge nel Manifesto – non può più essere accettato e il momento di agire è ora: affinché questa rivoluzione diventi realtà, è essenziale un impegno collettivo a ogni livello per adottare un approccio innovativo nella redazione e pubblicazione delle norme, trasformandole in formati machine-readable”.

Al centro della proposta vi è l’adozione dello standard Akoma Ntoso – ‘cuori collegati’ nella lingua Akan dell’Africa occidentale – per la pubblicazione delle norme con l’obiettivo di consentire una valutazione più rapida e accurata di testi e proposte legislative. L’intelligenza artificiale, con la sua capacità di analizzare e prevedere gli impatti normativi, diventa in questo senso uno strumento essenziale per decisioni più informate e tempestive. E i benefici sono molteplici: si riduce il rischio di impatti negativi e si migliora la qualità della legislazione, accorciando i tempi di analisi e intervento. Si apre, inoltre, la strada a una governance più efficiente. L’analisi automatizzata del tessuto legislativo consente infatti di identificare duplicazioni, risolvere incongruenze e snellire i processi. Il risultato – secondo i promotori del Manifesto – è una “maggiore coerenza e chiarezza nelle norme, con benefici tangibili per cittadini e imprese”. 

“Una volta, ospite in una trasmissione in tv, – ha affermato Centemero – mi chiesero se usavamo Chat Gpt in Parlamento e io risposi di sì perché l'utilizzo dell'intelligenza artificiale ormai è quotidiano anche senza rendersene conto. Qualcuno si scandalizzò un po’ iniziando subito a dire che noi parlamentari così non lavoriamo ma non è vero, è un dibattito senza senso. L’Intelligenza artificiale è come la macchina a vapore nella rivoluzione industriale. È uno strumento che può aiutare molto anche nella formazione del procedimento legislativo”.

Centrale è anche il tema della trasparenza. Rendere le norme machine-readable non solo migliora l’efficienza istituzionale ma ha anche – sottolinea il Manifesto – un profondo impatto sull’accessibilità per i cittadini: strumenti di intelligenza artificiale possono, infatti, facilitare la consultazione normativa attraverso formati personalizzati e intuitivi, avvicinando il quadro regolamentare ai cittadini, indipendentemente dalle loro competenze tecniche. “Ritengo che l’emanazione delle leggi in formato machine-readable – ha commentato Centemero – possa portare a un cambio di passo nel rendere più efficace l’iter di legiferazione, ma ritengo altrettanto rilevante il fatto che l’ausilio della tecnologia e dell’AI in ultima analisi possa essere una forma di ulteriore tutela del cittadino, perché consente al Governo così come a tutte le parti interessate dai cambiamenti, di comprendere l’impatto che le norme possono avere su territori o settori economici, sulle vite dei cittadini o sull'ambiente, e su tanti altri aspetti. Per questo vedo nell’approccio proposto dal Manifesto uno strumento di amplificazione della democrazia”.

Sulla stessa linea Basso. “La trasparenza – ha commentato il senatore – è essenziale per una democrazia partecipativa. Un sistema normativo più chiaro e accessibile rafforza la fiducia nelle Istituzioni e consente ai cittadini di partecipare più attivamente alle decisioni. L’intelligenza artificiale può contribuire a rendere la produzione legislativa più efficace e comprensibile, aiutando a eliminare incongruenze e duplicazioni, migliorando così l’efficienza e facilitando l’accesso alle informazioni. Un’innovazione che non rappresenta solo un avanzamento tecnologico, ma potrebbe contribuire ad un progresso democratico, garantendo maggiore trasparenza, consapevolezza e partecipazione”. Per Basso è essenziale “semplificare il processo di interpretazione delle leggi dando a imprese e cittadini gli strumenti per comprenderle” in quanto – ha spiegato – “trasparenza non significa pubblicare tutto online, questo non garantisce la conoscenza”.

Un aspetto evidenziato anche da Pastorella. "L’Intelligenza Artificiale – ha detto la deputata – può essere un valido supporto ai cittadini, imprese e istituzioni, semplificando l'accesso e la navigazione nel mare normativo del Paese. Per fare ciò, è però fondamentale che il corpus normativo sia strutturalmente ordinato e leggibile dagli strumenti che utilizzano l'IA. L'obiettivo deve essere quello di garantire che tutta la produzione normativa della Pubblica Amministrazione – dalle leggi ai regolamenti – sia digitalmente fruibile e interoperabile. Questo approccio non solo migliorerà la compliance, ma renderà il nostro sistema più trasparente e democratico, facilitando un rapporto più chiaro e diretto tra Stato e cittadini”.

 

Andrea Tesei, Ceo e co-founder di Aptus.AI
Andrea Tesei, Ceo e co-founder di Aptus.AI

“In un contesto sempre più complesso e mutevole sia sul piano sociale ed economico sia sul fronte dell’innovazione tecnologica, la precisione e l’efficienza normativa – ha affermato Tesei – non possono prescindere dall’utilizzo di strumenti di Intelligenza Artificiale. L’Italia, con il suo ecosistema tecnologico e accademico, ha l’opportunità di agire come pioniere globale scrivendo il futuro della regolamentazione attraverso un sistema più accessibile, comprensibile ed efficiente. Offrire un quadro normativo più moderno e inclusivo, significa offrire al tessuto imprenditoriale e al settore legale del Paese una leva di crescita e sviluppo. Non dobbiamo perdere l’opportunità di realizzare il cambiamento ora”.  

Sebbene l’interesse verso il progetto ci sia, sul fronte pratico è difficile prevederne i tempi di realizzazione. “Dipenderà soprattutto dallo scopo che le istituzioni politiche vorranno dare a questo progetto: se si considerano solo normative italiane si ha un tempo, se si considerano tutte le pubbliche amministrazioni, anche quelle locali, se ne avrà un altro”. Si inizia, tuttavia, a vedere la luce in fondo al tunnel. Questo approccio dovrebbe, infatti, essere integrato nelle linee guida AgID sull’accessibilità digitale, in conformità con la Legge Stanca. “È in corso la consultazione pubblica sulle Linee Guida per l’adozione dell'Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione, e noi – ha concluso Tesei – parteciperemo dando il nostro contributo. Abbiamo trovato grande consenso fino adesso e siamo fiduciosi che il progetto andrà avanti”.