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Pedro Acosta, 20 anni: nel 2024 tre terzi posti nei Gp e quattro podi nelle Sprint
Una stagione senza mezze misure. Di quelle assolutamente ‘senza se e senza ma’. O ancora più esattamente _ cinicamente parlando _ da dentro o fuori.
Dunque il concetto è questo: il 2025 di Ktm si presenta ai nastri di partenza della stagione come una sorta di roulette russa che da una parte potrebbe (ed è quello che obiettivamente tutto il mondo del motorsport si augura) vedere la casa austriaca posizionarsi con un ruolo importante nella corsa al titolo mondiale. E dall’altra, complici le questioni economiche-finanziarie dell’azienda, far coincidere il 2025 di Ktm ad un anno da ‘reset’. Da bilancio che deve essere ricostruito, da investimenti da rimodellare… insomma, una stagione dove l’ultimo dei problemi sarebbe (drammaticamente) l’attività in pista.
Eppure Ktm vanta un pacchetto piloti di prima, primissima, fascia. Nella squadra factory, accanto alla grinta e l’esperienza di Binder, c’è Pedro Acosta. Sì, proprio lui, il talento della MotoGp. Il ragazzo prodigio, il pilota che ha (concretamente) la possibilità di mettersi sulle spalle eredità e ambizioni da numero uno come Bagnaia e Marquez. Acosta è il pilota giovane più forte in assoluto. Acosta ha già le carte in regola per puntare al titolo, ma il destino e la stagione di Acosta saranno inevitabilmente segnati da quello che accadrà in Ktm. Il suo 2024 è stato un anno in chiaroscuro. E comunque è stato l’anno della maturazione. E’ caduto (troppe volte), si è rialzato, ha portato a casa risultati eccellenti: Pedrito adesso ha l’occasione della vita (la prima, sia chiaro), ovvero sfruttare Ktm per arrivare lassù accanto ai big. Ma non dipenderà solo da lui. Senza, tanto per ribadire il concetto, trascurare il processo di crescita che Ktm ha fatto con Binder. Pilota forse un po’ troppo irrequieto, ma allo stesso tempo, pilota che si è già preso la briga e il lusso di dare fastidio ai big.
E vogliamo dare un’occhiata alla squadra del team satellite? Il Tech3. Qui ci sono nientemeno che Bastianini e Vinales, ovvero i due super-piloti che hanno dovuto fare la valigia rispettivamente da Ducati e Aprilia. Gente forte, Enea e Mav, gente con delle motivazioni grandi come montagne, ma anche per loro tutto è legato a che cosa e come Ktm svilupperà la sua attività in pista nel corso della stagione. Se tutto andrà bene Bastianini e Vinales saranno nella lotta bella e giusta, in caso contrario… Stop. Non aggiungiamo altro.
Rimane il fatto che appena 12 mesi fa, Ktm avea battezzato un 2024 tutto da vivere, in quel ruolo di prima forza adatta a mettere un po’ di soggezione allo strapotere Ducati. Poi, a metà campionato, il boom dei problemi finanziari del marchio e il conseguente black out dei risultati in pista. Ma oggi si ricomincia.