PyeongChang, 19 febbraio 2018 - Secondo caso di doping alle Olimpiadi Invernali di PyeongChang. Si tratta del giocatore russo di curling Aleksandr Krushelnitckii, positivo a tracce di meldonio, lo rende noto il sito russo Sport-Express. Ma il caso potrebbe presentarsi differente da quello di Kei Saito, il giapponese dello short track è infatti risultato positivo all'acetazolamide, un diuretico, in un controllo fuori competizione. I risultati delle controanalisi saranno disponibili nelle prossime ore. Nel frattempo, il Tas di Losanna ha confermato l'apertura di una indagine sul caso. Al momento - fa sapere il Tribunale - non è stata ancora fissata una data di udienza.
Aleksandr Krushelnitckii, 25 anni originario di San Pietroburgo, ai Giochi olimpici di PyeongChang ha conquistato la medaglia di bronzo nel curling doppio misto assieme alla moglie Anastasia Bryzgalova, considerata una delle miss delle Olimpiadi coreane.
In caso di positività alle controanalisi si potrà parlare di doping conclamato e quindi la squadra degli atleti olimpici della Russia rischia di essere privata di una medaglia. A PyeongChang esiste una divisione ad hoc del Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna che può giudicare in loco eventuali provvedimenti.
Il meldonio dal primo gennaio 2016 è nella lista delle sostanze vietate dall'ordinamento sportivo. Per la squadra russa, se il caso verrà confermato, potrebbe quindi sfumare definitivamente circa la possibilità di sfilare alla cerimonia di chiusura dei Giochi con i colori della propria bandiera e con la divisa ufficiale preparata prima della sospensione da parte del CIO del 5 dicembre scorso. Attualmente gli atleti russi gareggiano sotto la bandiera neutrale con i cinque cerchi olimpici e con l'acronimi di OAR.
Per gli esperti il vantaggio del meldonio sulle prestazioni atletiche è quasi nullo, ma sembra che gli atleti di sesso maschile lo prendano allo scopo di migliorare le proprie prestazioni sessuali. Anche la tennista russa Maria Sharapova fu trovata positiva al meldonio.