Papa Francesco ha avuto un broncospasmo: cos’è e quanto dura la crisi
Quali sono i fattori scatenanti e i sintomi di questo grave problema respiratorio
Roma, 28 febbraio 2025 – Dopo giorni di lento miglioramento, oggi improvvisamente le condizioni del Papa sono peggiorate. Il bollettino quotidiano indica che il Pontefice ha avuto un broncospasmo, ed è stato prontamente broncoaspirato. Dopodichè "ha iniziato la ventilazione meccanica non invasiva, con una buona risposta sugli scambi gassosi". Ecco cos’è il broncospasmo e perché la situazione del Pontefice resta grave.
Cos’è il broncospasmo
Il broncospasmo consiste in una restrizione improvvisa dei bronchi, con passaggio di aria nei polmoni che risulta ridotto e con una conseguente difficoltà nel respirare. Si ha broncospasmo quando la muscolatura liscia dei bronchi, che circondano le vie aeree dei polmoni, si contrae anormalmente e in modo eccessivo. Da qui una restrizione dei bronchi, che causa minore afflusso di aria all'interno dei polmoni, con relativa difficoltà respiratoria per il paziente.
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Quanto dura la crisi: i sintomi
Si può avere respiro sibilante o rantolo, tosse secca o grassa, dispnea, senso di costrizione. Si può risolvere in pochi minuti anche con l'uso di broncodilatatori, e in caso di ingestione accidentale per esempio di vomito, come nel caso del Papa, si esegue la broncoaspirazione.
Perché succede: i fattori scatenanti
Il broncospasmo può essere scatenato da più fattori, soprattutto dalle malattie infiammatorie come l'asma – di cui il Papa soffre – la bronchite, e naturalmente la polmonite. Quando la saturazione del sangue, ossia la quantità di ossigeno, cala drasticamente, come evidentemente è successo al Papa questo pomeriggio, non bastano più i "naselli", ossia le cannule nasali che somministrano ossigeno.
La respirazione meccanica riduce l’intubazione
I medici informano di essere ricorsi a una ventilazione meccanica non invasiva a pressione positiva, che si sostituisce al paziente nelle varie fasi degli atti respiratori. Può essere nasale, facciale, total-face o a scafandro, a seconda delle esigenze e della tollerabilità. Se correttamente applicata, riduce l'intubazione oro tracheale e la necessità della tracheostomia.
Come viene eseguita: le tecniche
Si suddivide in due tecniche: ventilazione continua a pressione positiva e pressione positiva delle vie aeree a due livelli. Nella pressione continua positiva delle vie aeree, la pressione è mantenuta costante durante tutto il ciclo respiratorio senza alcun supporto aggiuntivo inspiratorio. Con la pressione positiva delle vie aeree a due livelli, il medico imposta sia la pressione espiratoria positiva delle vie aeree che quella inspiratoria e gli atti respiratori vengono stimolati dal paziente.