Longevità in salute, una priorità italiana. Schillaci: “Serve un Istituto per l'invecchiamento”
L’Italia è tra i Paesi più longevi al mondo. Ma il ministro della Salute avverte: “La prevenzione è una necessità” per evitare che aumentino le malattie croniche con l’avanzare dell’età
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Longevità in salute
Longevità e salute, la chiave per vivere meglio e più a lungo. Fino a pochi anni fa sembrava un’utopia, tanto eravamo abituati ad associare agli anziani una serie di malattie croniche. Poi la medicina ha fatto passi avanti nella prevenzione, ma soprattutto i medici hanno iniziato a puntare sul benessere e l’alimentazione, scoprendo che mangiare sano può contrastare lo stato infiammatorio che porta alla malattia.
Oggi il tema dell’invecchiamento è cruciale, ormai si parla sempre più di “longevità felice e in salute”, come ha spiegato in un’intervista a Salus l’oncologo Franco Berrino. E lo sa bene anche il Governo, che ha approvato una riforma per tutelare la terza età. “Gli anziani devono essere considerati una risorsa e in questa direzione va la riforma delle politiche in favore della terza età approvata dal governo”, spiega il ministro della Salute, Orazio Schillaci.
“Creare un Istituto per l'invecchiamento - dice il ministro Schillaci - può contribuire ad affrontare le sfide che abbiamo davanti, dovute all'andamento demografico e all'impatto sociale e sanitario che ne deriva. Garantire una longevità in salute, e soprattutto sostenibile, è una delle priorità di oggi”.
L’invecchiamento discusso al G7 Salute
“L'invecchiamento attivo è stato uno dei temi portanti del G7 Salute”, riunito lo scorso ottobre ad Ancona. “Oggi l'Italia è la seconda nazione più longeva al mondo - entra nel dettaglio Schillaci - con una media di 84 anni, anche grazie alla qualità del nostro Servizio sanitario nazionale”.
“L'invecchiamento attivo lo abbiamo messo al centro del confronto internazionale e nazioni con un'età media molto più bassa della nostra hanno guardato all'Italia come un modello”, ha detto ancora, ricordando che in Italia “la popolazione over 65 rappresenta il 24%, una percentuale destinata a crescere negli anni: è uno scenario che rende l'Italia un luogo ideale per approfondire le tematiche legate all'invecchiamento attivo, cercando di avere un approccio costruttivo e innovativo”.
Malattie croniche: un costo sociale
Per Schillaci, “sebbene la longevità sia di per sé un fenomeno positivo, l'invecchiamento della popolazione comporta nuovi bisogni complessi, a partire dall'incidenza delle malattie croniche, e quindi abbiamo anche delle questioni non solo sanitarie, ma sociali ed economiche”.
“Oltre a vivere più a lungo - dice il ministro della Salute - dobbiamo fare in modo che gli italiani vivano questi anni in buona salute, per questo siamo impegnati a promuovere l'invecchiamento attivo, con particolare attenzione al benessere e alla sostenibilità. La chiave per migliorare la salute degli italiani e garantire la sostenibilità del Ssn è puntare senza dubbio e incertezze sulla prevenzione”.
Schillaci: "Prevenzione, una necessità”
“Potenziare le politiche di prevenzione è una necessità. Oggi abbiamo un sistema incentrato sulla cura - continua Orazio Schillaci - ma per un futuro in salute è urgente un cambio di passo. Al contempo dobbiamo puntare su innovazione, ricerca, rafforzamento della medicina territoriale, per costruire un nuovo modello di sanità che tenga conto dell'attuale e inedito contesto demografico ed epidemiologico”.