Lunedì 28 Ottobre 2024
COSIMO ROSSI
Politica

Il Ministero senza pace: Meloni vede Giuli (e lo blinda). Sangiuliano, la foto della ferita

La puntata di Report, nel mirino la militanza giovanile del titolare della Cultura e il caso Spano. Ma fa scalpore l’immagine del taglio alla testa che Boccia avrebbe procurato all’ex ministro

Roma, 27 ottobre 2024 – Non solo la militanza giovanile del neoministro della Cultura Alessandro Giuli in un gruppetto di destra neopagana. Non solo le dimissioni del Capo di gabinetto Francesco Spano e le rivelazioni su qualche consulenza di stampo più o meno coniugale, che scalfiscono appena il potentato oligarchico dei funzionari del Collegio romano, già all’attenzione dell’Autorità anticorruzione (Anac) e della Corte dei conti. Siccome la tv è fatta innanzitutto di immagini, il pezzo più forte della puntata di Report di domenica sera alla fine si è rivelata essere la glabra testa dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano ferita nel corso di un litigio con Maria Rosaria Boccia in un albergo sanremese: ferita lacero-contusa di 13 centimetri poi riparata grazie alla chirurgia plastica.

Le immagini, pubblicate in esclusiva da Report, dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ferito alla testa, secondo la sua denuncia, da Maria Rosaria Boccia lo scorso 16 luglio all’hotel Nazionale di Sanremo
Le immagini, pubblicate in esclusiva da Report, dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ferito alla testa, secondo la sua denuncia, da Maria Rosaria Boccia lo scorso 16 luglio all’hotel Nazionale di Sanremo

Dopo aver rimesso l’incarico in seguito al caso della consulenza negata e la relazione con l’imprenditrice campana, l’ex ministro Sangiuliano ha sporto denuncia nei confronti di Boccia per aggressione. La prova principale sarebbe proprio la foto della ferita in testa che Report ha mostrato in esclusiva. Secondo quanto scrive il giornalista nella sua denuncia, la ferita sarebbe stata provocata da Boccia lo scorso 16 luglio in una stanza dell’Hotel Nazionale di Sanremo, dopo un’accesa discussione nata dall’annuncio da parte del ministro di voler chiudere la relazione e non voler lasciare la moglie. Un graffio, più che felino provocato da qualche oggetto, sufficiente a dar corso alle pruderie dello spettatore. Il solo aspetto controverso della vicenda riguarda i tempi. Il caso del contratto di consulenza gratuita ai grandi eventi per Boccia, prima firmato dal ministro e poi fatto stracciare dal Capo di gabinetto Francesco Gilioli, è infatti deflagrato oltre un mese dopo la denunciata aggressione. Forse perciò manca ancora qualche tassello alla storia, ammesso che abbia rilevanza.

Domenica intanto il ministro Giuli ha pranzato con la premier Giorgia Meloni. L’incontro “conviviale”, come l’hanno definito fonti di Palazzo Chigi, si è reso sicuramente necessario più per lo stato di cose e di potere interno al ministro della Cultura che per le rivelazioni giornalistiche su qualche consulenza o la militanza del ministro. Il cui curriculum, del resto, viene legittimato in tv dallo stesso Rainaldo Graziani, ex leader di Meridiano Zero, la frangia post nazista e neo-pagana dove militava Giuli. Per il fondatore del gruppo nato fuori tempo massimo nel 1991, il ministro, “essendo stato candeggiato dalle lavatrici del sistema neoliberale, è così bianco che più bianco non si può”.

Altra storia i problemi interni al ministero, che Report sfiora e il manifesto di domenica ha approfondito evidenziando un “radicato e pervasivo” sistema di potere oligarchico interno nato dai tempi della lunga gestione del dem Dario Franceschini. Un quadro a quanto pare già messo nero su bianco dalle segnalazioni dell’Anac e da un rapporto ispettivo interno. Ma che avrebbe continuato a proliferare indipendentemente dai titolari dei dicasteri. Al centro dell’attenzione ci sarebbe la direzione generale Musei, guidata dal 2020 (ministro Franceschini) da Massimo Osanna, docente universitario e manager culturale, che sarebbe al vertice istituzionale di una rete di nomine e incarichi più volte oggetto di attenzione anche da parte della Corte dei Conti. Gli ispettori ministeriali hanno segnalato anche “criticità” e possibili conflitti di interesse nel rapporto con la lanciatissima Urban Vision, società leader dei restauri sponsorizzati, il cui amministratore delegato è Gianluca De Marchi, coniugato a Osanna con una cerimonia a quanto pare hollywoodiana di qualche anno fa alla presenza di tutto il jet set culturale. E si ricomincia.