
La titolare del Turismo, ieri alla Camera, ha parlato di una "riflessione". Ma il capogruppo Bignami: ha detto che lascerebbe, e noi abbiamo apprezzato. .
La data da segnare è il 26 marzo. Quel giorno a Milano si terrà l’udienza sul rinvio a giudizio di Daniela Santanchè, dopo che la difesa della ministra del Turismo ha inutilmente tentato di far spostare tutto a Roma. E quando arriverà la decisione il destino dell’esponente del governo Meloni sarà designato: in caso di processo arriveranno le dimissioni.
È quanto ha confermato Santanchè stessa ieri, lasciando la Camera, quando i giornalisti le hanno chiesto degli applausi di Fratelli d’Italia a quel passaggio del suo discorso: "Ho detto tutto, sono stata chiara, non è che dovete interpretare. Potete stare tranquilli". Anche se nel suo discorso ha parlato di "una riflessione, per poter anche valutare le mie dimissioni" dopo la prossima udienza sulla cassa integrazione Covid a Visibilia.
DIMISSIONI RASSEGNATE
Ma soprattutto, è quello che aveva specificato Galeazzo Bignami, capogruppo di Fdi alla Camera, a Ping Pong su Radio 1: "Abbiamo preso atto e apprezzato la chiusura del suo intervento in cui il ministro ha detto che in caso di rinvio a giudizio sulla vicenda che attiene un’altra questione, non strettamente legata al suo esercizio imprenditoriale, su cui, è bene ricordare, si concentra la prima vicenda, si dimetterebbe. Noi questo l’abbiamo inteso, è un dato di fatto di cui prendiamo atto e che crediamo sia importante". E poi, riguardo l’insinuazione che la linea fosse stata concordata con Giorgia Meloni: "Io personalmente non ho concordato alcunché, anche perché Daniela Santanchè è una persona libera. Come ha detto lei, opera le scelte ragionando con la sua testa, e solo con quella, come è giusto che sia".
IL COLLOQUIO CON LA PREMIER
La stessa Santanchè non ha voluto confermare un colloquio con la premier: "Secondo voi vi dico se mi sono sentita con la premier? Quante volte, cinque minuti fa, ieri o l’altro ieri? Non c’è nessun problema. Io ho un ottimo rapporto, una grande stima e la ringrazio per il grande lavoro che sta facendo per l’Italia. Quindi c’è una sintonia totale". La ministra non ha ritenuto nemmeno di dover commentare le accuse piovute addosso ieri: "L’opposizione fa l’opposizione". Intanto secondo il Movimento 5 Stelle con le sue parole Bignami "ammette di fatto che Meloni e il suo partito sono sotto ricatto. Santanchè deve lasciare non perché è ricca, ma perché è una ricca che si è presa gioco di chi lavorava per lei. E dello Stato, cosa che non gli dà la dignità per ricoprire quel ruolo. Questo basta", ha detto la deputata grillina Emma Pavanelli.
LA LEGA E IL PD
A difendere la ministra ha provato il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari: "Lei ha dato la disponibilità a valutare un eventuale passo indietro nel caso in cui ci fosse un altro rinvio a giudizio sull’altra materia. Resta il principio di garanzia. Un’indagine o un rinvio a giudizio non sono un’attestazione di colpevolezza. Se il ministro ritiene di aver operato nel giusto e di avere gli elementi per difendersi, attiene alla sua coscienza personale se andare avanti o meno". Il dem Andrea Orlando: "Quello di Meloni sul caso Santanchè è un silenzio rumoroso perché è del tutto evidente che quando ha voluto mandare un messaggio chiaro lo ha fatto e in questo caso no. In cosa si distingue questa situazione da quelle per le quali lei chiedeva le dimissioni ad ogni pie’ sospinto?".