
Alessandro Colucci, 50 anni, deputato di Noi Moderati, responsabile organizzativo del partito
Onorevole Alessandro Colucci, (Noi Moderati), da esponenti del Ppe siete preoccupati per l’attivismo di Salvini che sembra voler mettere i bastoni fra le ruote nell’equilibrismo della premier Meloni tra le due sponde dell’Atlantico?
"La nostra coalizione di governo è fatta da 4 partiti. la linea di Noi Moderati è quella del Ppe. E anche per quanto riguarda la politica estera, non ci sono divisioni di fatto: essa è condivisa dalla premier Meloni e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Anche come maggioranza parlamentare, d’altronde, vorrei far presente che abbiamo sempre votato uniti. Poi è normale che ci siano sensibilità diverse. Ma abbiamo sempre trovato la sintesi".
Il leader del Ppe Manfred Weber tuttavia insiste a marcare distinguo coi Patrioti.
"Ferma restando l’unità sulla politica estera espressa dal governo, ogni partito ha diritto di prendere le proprie iniziative, ma sarebbe appropriato valutarne l’opportunità rispetto alle grandi questioni internazionali che dobbiamo affrontare. Siamo una coalizione. Come Noi Moderati stiamo nel Ppe. A cominciare dal tema della difesa comune europea, così come sui dazi. Per noi è importante che l’Europa si assuma le propria responsabilità rispetto alla necessità di porsi come soggetto autorevole e capace di dialogare nel contesto internazionale, a cominciare dagli Usa. Non mi riferisco solo alla difesa militare, ma anche alla cybersicurezza, essenziale anche dal punto di vista civile, e la rilevanza di una difesa comune che permetta all’Europa di avere autorevolezza internazionale".
L’Italia però si trova più che mai a mezza strada tra Europa e Usa in questo momento...
"Credo che l’atteggiamento del governo sia quello giusto: affermare l’importanza di un’Europa con meno regole che soffocano imprese e che nel merito consentano di superare posizioni ideologiche su alcuni temi. Lo dico da esponente del Ppe che sostiene un’idea di europeismo e atlantismo Nato insieme. Non si può immaginare un’Europa senza una stretta relazione con la Nato".
E i dazi americani?
"Gli Usa hanno bisogno dell’Europa e viceversa. L’Italia è il quarto Paese esportatore al mondo e questo aiuta. Il Paese forse più stabile di Europa può dare un contributo a tutti i Paesi dell’Ue anche rispetto agli Usa"
Il Ppe lavora a escludere i Patrioti della Lega per una maggioranza più europeista?
"La maggioranza è quella uscita dalle urne. Penso che al Ppe interessi anzitutto un’Italia forte. A oggi, data la stabilità del governo, non vedo alcun interesse a indebolire la maggioranza italiana".