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Giornata Mondiale dell'Orso Polare
Roma, 27 febbraio 2025 – L'orso polare è uno dei simboli dell'Artico, ma la sua sopravvivenza è sempre più minacciata dal riscaldamento globale. La riduzione del ghiaccio marino, fondamentale per la sua caccia, sta mettendo a rischio la popolazione di questa specie. Nelle ultime settimane sono emerse controversie riguardanti anche il commercio delle pellicce che, insieme alle difficoltà di adattamento alle nuove condizioni ambientali, rendono incerto il futuro degli orsi polari.
Ogni anno, il 27 febbraio si celebra la Giornata Mondiale dell'Orso Polare, un evento che mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle minacce che questa specie sta affrontando. Il WWF evidenzia come l'Artico si stia riscaldando a un ritmo triplo rispetto al resto del pianeta, portando a una rapida riduzione dell'habitat degli orsi. Secondo le stime, entro il 2050 la popolazione potrebbe diminuire del 30% se non si interviene con azioni concrete di conservazione.
La polemica sul WWF e il commercio delle pellicce
Recentemente, il WWF è stato coinvolto in una controversia riguardante il commercio delle pellicce di orso polare. Un'inchiesta del Guardian, infatti, ha rivelato che l'organizzazione avrebbe sostenuto, in diverse occasioni, il commercio internazionale di tali pellicce, nonostante l'orso polare sia una specie minacciata dalla crisi climatica e dalla riduzione del ghiaccio marino.
Secondo l'inchiesta, durante le riunioni della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES) nel 2010 e nel 2013, il WWF avrebbe raccomandato ai delegati di non votare per un divieto totale del commercio di pellicce di orso polare. La posizione è stata mantenuta anche in seguito, nel 2022. Tuttavia, il WWF ha giustificato la sua posizione affermando che il commercio regolamentato non rappresenterebbe una minaccia significativa per la popolazione globale di orsi polari e che potrebbe portare benefici economici alle comunità indigene.
La posizione ha sollevato aspre critiche da parte di altre organizzazioni ambientaliste e di esperti di conservazione, i quali ritengono che il WWF stia sottovalutando l'effetto combinato della caccia e della perdita dell'habitat sugli orsi polari. Inoltre, è stata evidenziata una contraddizione tra l'uso dell'immagine dell'orso polare per raccogliere fondi e sensibilizzare il pubblico sulla loro protezione, rispetto al sostegno verso il commercio delle loro pelli nelle sedi internazionali.
A sua volta, il WWF ha risposto alle accuse affermando che la sua posizione è basata su principi scientifici e sulla tutela delle comunità locali. L'organizzazione ha ribadito di non opporsi ai programmi di caccia regolamentata, a condizione che siano basati su dati scientifici affidabili e che non mettano a rischio la sopravvivenza della specie. Il WWF ha inoltre sottolineato che la principale minaccia per gli orsi polari è il cambiamento climatico, che sta rapidamente riducendo il loro habitat naturale.
Ciò nonostante, la controversia ha sollevato interrogativi sulla coerenza delle strategie di conservazione del WWF e sulla trasparenza delle sue politiche, in un momento in cui la popolazione di orsi polari continua a diminuire e il riscaldamento globale accelera la trasformazione dell'Artico.
Quanti orsi polari ci sono nel 2025?
Attualmente, si stima che la popolazione globale di orsi polari sia di circa 30.000 esemplari, suddivisi in 19 sottopopolazioni, alcune delle quali stanno già registrando un forte declino.
Dagli anni Ottanta a oggi nella Baia di Hudson occidentale, ad esempio, il numero di esemplari si è dimezzato. Il principale fattore di minaccia rimane la progressiva riduzione del ghiaccio marino, che costringe gli orsi a trascorrere più tempo sulla terraferma, con difficoltà crescenti nel reperire cibo.
Le previsioni sul futuro degli orsi polari
Le prospettive per gli orsi polari sono allarmanti. Secondo gli scienziati, se le emissioni di gas serra non verranno ridotte in modo significativo, la popolazione globale potrebbe ridursi drasticamente nei prossimi decenni. Il continuo scioglimento del ghiaccio marino, infatti, tenderà a limitare progressivamente le aree di caccia degli orsi, compromettendone la sopravvivenza.
Alcune sottopopolazioni, come quella della Baia di Hudson, potrebbero scomparire completamente entro pochi decenni. Sebbene gli orsi polari stiano cercando di adattarsi modificando la loro dieta, le fonti alternative di cibo disponibili sulla terraferma non forniscono l'energia necessaria per la loro sopravvivenza.
Le caratteristiche dell'orso polare
Trascorre la maggior parte del suo tempo in acqua o nelle sue vicinanze, tuttavia l’orso polare, nome scientifico Ursus maritimus, è uno dei carnivori terrestri più imponenti, con un peso che può superare i 600 kg nei maschi adulti. È perfettamente adattato all'ambiente artico grazie a un folto strato di pelliccia e a uno spesso strato di grasso che lo protegge dal freddo.
La principale fonte di nutrimento dell’orso polare è costituita dalle foche, che caccia soprattutto sul ghiaccio marino. Gli orsi polari sono animali dotati di un olfatto straordinario, in grado di individuare le prede anche sotto spessi strati di neve e ghiaccio. Inoltre, sono nuotatori eccellenti, in grado di percorrere lunghe distanze in acqua alla ricerca di cibo o nuove aree di caccia.
Curiosità sull'orso polare
Nonostante l’aspetto candido, la pelle dell'orso polare in realtà è nera, un adattamento che gli permette di assorbire meglio il calore del sole. Inoltre, la pelliccia non è veramente bianca, bensì trasparente: riflette la luce circostante e appare bianca agli occhi umani. Gli orsi polari, che possono nuotare per centinaia di chilometri senza sosta, riescono a regolare la loro temperatura corporea grazie all'acqua fredda, che consente loro di evitare il surriscaldamento durante la caccia.
Una curiosità riguarda il loro comportamento: gli orsi polari sono estremamente giocosi, specialmente da cuccioli. Amano rotolarsi sulla neve e talvolta si lanciano in vere e proprie lotte amichevoli con i loro simili. Anche gli adulti sono noti per i loro momenti di gioco, un comportamento che sembra contribuire al rafforzamento dei legami sociali tra gli individui.
Il futuro dell’orso polare e dell’Artico
Una ricerca pubblicata su Science Advances (“Impact of Holocene environmental change on the evolutionary ecology of an Arctic top predator”) ha evidenziato che l’orso polare, insieme ad alcuni dei maggiori predatori dell’Artico, combatte da circa 20.000 anni per la sopravvivenza: la popolazione è in costante declino, anche perché si tratta di un animale molto sensibile ai cambiamenti climatici. Tuttavia, la situazione è drasticamente peggiorata negli ultimi decenni.
La riduzione delle emissioni di CO₂ e la tutela delle aree artiche si dimostrerà una chiave fondamentale per garantire la sopravvivenza dell’orso. Diversi studi scientifici suggeriscono che, se il cambiamento climatico non verrà rallentato, gli orsi polari potrebbero effettivamente estinguersi in natura entro la fine del XXI secolo.
Secondo le proiezioni, il continuo scioglimento del ghiaccio marino potrebbe rendere insostenibile la sopravvivenza degli orsi polari, soprattutto nelle aree meridionali dell'Artico. Se questo animale bellissimo e antico un tempo è stato il simbolo dell’Articolo, oggi diventa un indicatore chiave della salute dell'ecosistema: la sua protezione rappresenta una sfida globale che richiede un impegno collettivo.
Che cosa possiamo fare nel nostro piccolo? Per esempio, acquisire maggiore consapevolezza, anche come viaggiatori. Oggi molte zone remote del pianeta sono sempre più accessibili al turismo, ma l'impatto ambientale può essere devastante.
Le emissioni dei voli, l'inquinamento delle navi e l’impatto sulle strutture ricettive possono mettere a rischio ecosistemi fragili. Riflettere sull'effetto del turismo sulla natura e sull'inquinamento è un passo fondamentale da fare, per noi e per le generazioni più giovani, in grado di aggiungere responsabilità e coscienza critica al nostro essere cittadini del mondo e consumatori.