Venerdì 28 Febbraio 2025
PAOLO DI GRAZIA
Magazine

Burlamacco e Ondina e l’intuizione di Bonetti. La storia passa da qui

Un po’ Buffalmacco per quel suo nome un po’ così; un po’ Arlecchino per quel suo costume sgargiante a scacchi...

Un po’ Buffalmacco per quel suo nome un po’ così; un po’ Arlecchino per quel suo costume sgargiante a scacchi...

Un po’ Buffalmacco per quel suo nome un po’ così; un po’ Arlecchino per quel suo costume sgargiante a scacchi...

Un po’ Buffalmacco per quel suo nome un po’ così; un po’ Arlecchino per quel suo costume sgargiante a scacchi bianchi e rossi e un po’ Balanzone per quel suo mantello nero. È figlio di uno studio attento e meticoloso Burlamacco, la maschera simbolo del Carnevale di Viareggio, emblema stesso della città, forse più della Torre Matilde o del Gran caffè Margherita dove Puccini gustava il suo porto. Non a caso è proprio lui, Burlamacco, a salutare gli automobilisti che arrivano in città dall’autostrada.

Nato nel 1931, Burlamacco è entrato di diritto nel 1988 nel Museo Nazionale delle Arti e delle Tradizioni di Roma, accolto come un fratello minore dalle maschere classiche della commedia dell’arte italiana. E se a Viareggio, come si dice, il Carnevale è una cosa seria, la sua maschera ufficiale lo è ancora di più. Fu ideata da Uberto Bonetti (Viareggio 1909-Viareggio 1993), considerato uno dei massimi esponenti del futurismo italiano. E proprio quella maschera realizzata da Bonetti in età giovanile (aveva poco più di vent’anni) porta con sé i tratti essenziali e caratteristici (linee dinamiche, colori vivaci e forme geometriche per rappresentare il movimento e la velocità) di quell’espressione letteraria, culturale e artistica che caratterizzò l’Italia di inizio Novecento.

Con pochi, felici tratti d’autore, Bonetti riesce a sintetizzare in una maschera gli aspetti salienti e caratterizzanti di Viareggio e del suo Carnevale. Nel manifesto del 1931, data della sua prima apparizione, Burlamacco arriva infatti sul molo insieme a Ondina che con le sue curve sinuose e il costume particolarmente audace per quei tempi, rappresentava allora come adesso la trasgressione delle stagioni estive. Con le vele e il mare a fare da sfondo.

E quel nome un po’ bizzarro? E’ tutto un programma. Il Burlamacca è il canale emissario del lago di Massaciuccoli su cui cresce e si sviluppa il porto di Viareggio. Il nome evoca poi la burla di Carnevale e anche Buffalmacco, uno dei personaggi più noti del Decameron del Boccaccio. I colori? Il nero della trasgressione notturna insieme al bianco e al rosso, come una fila di ombrelloni in riva al mare. Fare di meglio in un cartellone pubblicitario è praticamente impossibile.

A Viareggio si prepara ora il gran finale con gli ultimi due corsi in programma, il quinto e il sesto di questa edizione 2025. Dunque gli appuntamenti con il grande evento – che richiama sempre decine di migliaia di appassionati – sono per domenica 2 marzo con inizio alle ore 15 e per martedì grasso 4 marzo sempre con inizio alle ore 15: al termine poi, la proclamazione dei vincitori e lo spettacolo pirotecnico.