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Il Carnevale continua e in Lombardia va avanti ancora un po’, infatti si conclude tradizionalmente dopo rispetto al resto d’Italia, festeggiando fino all’8 marzo. D’obbligo farsi trovare preparati e con un bel costume, magari prendendo ispirazione da alcuni personaggi tradizionali della Regione. Arlecchino, maschera della commedia dell’arte legata alla città di Bergamo, trova la sua origine nella fusione di più figure, dal servo della farsa francese, allo Zanni veneto del teatro comico. Un fatto poco noto, che riguarda la sua figura, è il suo legame originario con il mondo contadino e dei demoni; infatti già nell’opera di Orderico Vitale, autore medievale del XII secolo, si parla di una familia Herlechini, ossia un’orda di anime morte guidate da un demone. Si collega perciò il personaggio a un demone ctonio, ossia sotterraneo. Tuttavia nella tradizione popolare Arlecchino diventa noto grazie al mondo del teatro.
Arlecchino, identificato dal suo costume a losanghe colorate, è una personaggio della commedia dell’arte, un servitore spensierato e allegro, che agisce per contrastare i piani del suo padrone Pantalone e per conquistare il cuore di Colombina, suo grande amore.
Sempre di Bergamo, Brighella, amico di Arlecchino. Porta un vestito bianco dalle orlature verdi e deve il suo nome alla sua qualità di attaccabrighe. È un servo astuto e scaltro al contrario dello sciocco Arlecchino. Maschera della città di Milano è quella di Meneghino, diminutivo di Domeneghin. Personaggio del teatro cittadino che prende il posto di Beltrame e diventa il simbolo popolaresco del capoluogo lombardo. Anche Meneghino ’nasce dalla costola’ di Zanni, il servo della commedia veneta, ma si contraddistingue per onestà e senso di giustizia. Nella parata del Carnevale ambrosiano è spesso accompagnato dalla moglie Cecca. Riconoscibile grazie al cappello a tre punte e la parrucca con il codino.
Beltrame invece è la figura del contadino stolto e fanfarone, capace solo di combinare stupidaggini, mostrandosi più signore di quanto in realtà non sia.
Esistono altre maschere storiche – certamente minori– ma pur sempre degne di nota, per esempio i bej (belli), i brutt (brutti) e il Sapor (un uomo selvatico) di Schignano, Gioppino, di Bergamo, il Gagèt col sò uchèt, di Crema, Tarlisu e Bumbasina, maschere di Busto Arsizio, Pin Girometta di Varese, Bagoss del Bresciano e Re Resegone e Regina Grigna del Lecchese.
Molti sono gli eventi in programma nella Regione, a Schignano, in provincia di Como, il clou della festa di Carnevale sarà domani e martedì 4 marzo, quando andrà in scena la fuga del fantoccio Carlisep, personificazione del Carnevale. A Crema il Carnevale si protrae fino a domenica 9 marzo con la sfilata dei carri allegorici e la votazione del più bello. A Bormio, fino al 4 marzo in scena il Carnevale dei Mat, in cui verrà eletto il podestà che prenderà simbolicamente il posto del sindaco per un giorno. Imperdibile invece nella città di Milano Il Ballo di Luna, un evento in maschera rinascimentale organizzato dal Museo Bagatti Valsecchi sabato 8 marzo, giorno in cui si concludono in città i festeggiamenti di Carnevale.
Mirko Di Meo