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I tre finalisti di Masterchef 2025: Simone,. Jack e Anna
L’elegante e onirica Anna Yi Lan con la sua fusion complessa, è la nuova vincitrice di Masterchef. Prima davanti al fine dining giramondo di Jack e al terroir langarolo e orgoglioso di Simone. Bella edizione, la 14ª, trio di chef conduttori sempre in controllo, padroni del format e delle sue variazioni, interessante il cast dei cuochi ospiti, livello medio buono ma incostante, sono per definizione dei cucinieri dilettanti, ancorchè di talento. Ottimi piatti, intuizioni creative e visioni geniali, ma anche gravi ripetuti errori. Poi arriva la finale – ieri sera su Sky – e il focus identitario diventa fondamentale per il menu vincente, la messa a fuoco di quello che si è intravisto o solo narrato durante la competizione.
Fuori Mary Cuzzupè, 30 anni, di stanza a Bergamo, più inutile strategia che continuità ai fornelli, poi la finale davanti a Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, Mauro Colagreco, tristellato del Mirazur, ospite giudicante che ha alzato l’asticella delle solite prove (tecnica e velocità). E se la sono giocata Jack, Anna e Simone. I più solidi.
Forse era favorita Anna Yi Lan, nata a Milano nel 1993 da genitori emigrati dalla Cina per avere un’altra figlia perché in Patria c’era la "legge del figlio unico", cresciuta a Venezia, un fiore che sboccia. Presenta "L’Eden di Yilanna". Un progetto di vita. Un’oasi in cui ritrovare il benessere attraverso il cibo, dove lei ha trovato nella cucina il suo modo di esprimere l’unione e l’integrazione dei suoi sapori, l’incontro tra culture diverse in un equilibrio perfetto. I piatti. "Albero della vita e il suo elisir". Chips di riso verdi con capasanta marinata, mela verde e daikon, aioli alla menta, zenzero e finger lime, servito con un elisir di kombucha e agrumi. "Il sorriso di mia madre". Raviolo ripieno di garusoli, fungo ostrica e guanciale, tobiko e dashi di zafferano. "Il potere del tempo". Pancia di maiale con spezie orientali, insalata di cetrioli, susine gialle e peperoncino, ricci di mare. "Uguale babà no?". Babà al rum e osmanto, mousse di mozzarella e cocco, olio al tagetes. Molto interessante.
L’influencer milanese Jack (Jacopo) Canevali, 26 anni, ci invita al suo "Ci vediamo da un’altra parte", un viaggio, attraverso ingredienti, sapori e cotture da ogni angolo del globo, Italia Giappone con scalo in Alaska, continuando per le profondità dei mari e concludendosi in un prato fiorito. Per chiudere un ciclo. Scampo cotto sulla griglia giapponese, salsa pil pil di scampi e wasabi, olio all’aneto, crema di zucca sweet&sour all’arancia. Cappelletti con ripieno di king crab al plancton, brodo dashi, lamelle di daikon e caviale. Moro oceanico con beurre blanc al sake, pepe di szechuan e togarashi, uva di mare, crema ai piselli e aglio orsino. Gelato ai fiori di sambuco, gel al lime e jalapeno, crumble alla vaniglia, tuile di moscovado con polvere di sambuco e brodo di fragole e fiori di sambuco.
Da Alba (con origini siciliane) Simone Grazioso, 35 anni, fa "Un giro nelle Langhe", menu legato alle radici, la terra e gli ingredienti. Casa e famiglia. Tradizione e innovazione dal concorrente più concreto e minimalista. I piatti. "Il vitello abbraccia il tonno". Vitello e tonno con spuma di salsa tonnata e polvere di capperi. "L’alba nel piatto". Raviolo bicolore con tuorlo morbido e fonduta, tartufo bianco. "Anatis". Anatra cotta a bassa temperatura e il suo fondo, funghi porcini, crema di peperoni gialli. "Il Barolo incontra il mascarpone". Crumble di nocciole, crema al mascarpone, salsa al Barolo.