Baglio del Cristo, la forza della Sicilia agrigentina tra dolci colline e brezze marine

PREZZI&QUALITA’ – Dieci microaree in 35 ettari di vigne a Campobello di Licata, con uno stile produttivo ben definito: vini-frutto, forte identità territoriale, poco legno e lunghi affinamenti in vetro

di LORENZO FRASSOLDATI -
9 febbraio 2024
Angelo Bonetta, Baglio del Cristo

Angelo Bonetta, Baglio del Cristo

Le tradizioni religiose sono una cosa seria a Campobello di Licata, nella Sicilia agrigentina. Terreni incontaminati, dalle infinite sfumature ambientali. Passione, dedizione, devozione (il claim della casa è “Provvidenza e tradizione”) hanno dato vita alla tenuta Baglio del Cristo di Campobello, così chiamato per la presenza di una statua lignea del Cristo fatta erigere più di 200 anni fa da un contadino, che lavorava quelle terre, in seguito ad una grazia ricevuta. Da sempre è méta di fedeli che vengono a pregare o lasciare un fiore.

Qui la famiglia Bonetta ha realizzato il suo sogno: 35 ettari di vigne su dolci colline tra i 230 e i 270 metri sopra il livello del mare, con dieci microaree a rappresentare la varietà della Sicilia a soli 8 km dalla costa. Composizione dei terreni e l’esposizione, insieme al microclima che si genera grazie alle forti escursioni termiche tra il giorno e la notte - che raggiungono i 20 gradi - e alle brezze marine, che costantemente soffiano su queste colline, creano un habitat ideale per la viticoltura. Il suolo è prevalentemente gessoso con una componente calcarea. Ed è proprio il gesso la caratteristica prevalente di questa terra, capace di donare ai vini una personalità unica.

Cantina Baglio del Cristo
Cantina Baglio del Cristo

L’azienda ha alle spalle una lunga storia di fornitura di uve e mosti a terzi - come del resto faceva l’intera isola - poi dal 2006 il salto verso la qualità. Voluta e perseguita dal patriarca Angelo e dai figli Carmelo e Domenico. Solo uve proprie, vendemmia a mano in piccole cassette, vinificazione individuale per ciascun vigneto, rispetto maniacale dell’ambiente. Nel 2006 nasce la nuova cantina, nel 2007 la prima vendemmia, nel 2009 l’esordio sul mercato e subito piovono premi e medaglie. Lo stile della maison: vini-frutto, forte identità territoriale, poco legno e ben dosato, lunghi affinamenti in vetro. Le uve sono quelle autoctone siciliane ma anche internazionali, che ben si adattano a questi terreni dove le calde temperature estive vengono mitigate dalle brezze marine. La produzione oggi sfiora le 300.000 bottiglie, primo mercato è l’isola, poi il resto d’Italia. L’export è cresciuto fino al 30% della produzione.

Gli assaggi

Bottiglie e veli Baglio del Cristo
Bottiglie e veli Baglio del Cristo

Adènzia 2019 Rosso Doc Sicilia, base Nero d’Avola e Syrah, 1 anno in legni grandi, avvolgente e speziato, tannini decisi ma garbati (€ 16,50 allo shop online). Lusirà 2019 , Syrah Doc Sicilia, 14 mesi in barriques, elegante, avvolgente, speziato ( € 27,40). Cristo di Campobello 2019, Metodo Classico Rosato Extra Brut, base Nero d’Avola, 36 mesi sui lieviti, bollicine freschissime , rosa e piccoli frutti rossi al naso, sorso strutturato, armonioso, sapido (€ 33,00). Da provare la linea base C’D’C’ 2022 bianco, rosso e rosato, solo acciaio (11-12 €).

Info: www.cristodicampobello.it