Roma, 29 maggio 2024 – Spettacolari le immagini che cristallizzano l’attimo in cui la lava si alza in cielo per circa 50 metri da una fessura lunga circa un chilometro. In Islanda è tornato a eruttare il vulcano nella penisola di Reykjanes, a sud della capitale Reykjavik, per la quinta volta da dicembre donando, a chi era pronto ad osservare il fenomeno, uno spettacolo unico nel suo genere.
L’eruzione è iniziata nel primo pomeriggio in seguito a una serie di terremoti a nord di Grindavik, un villaggio di pescatori dove vivono circa 3.800 persone che è stato evacuato come anche il centro termale Blue Lagoon. La protezione civile islandese è stata messa in stato di massima allerta. Al momento non si registrano problemi per i collegamenti aerei con l'aeroporto Keflavik di Reykjavik.
L’ultimo fenomeno è stato registrato il 17 marzo scorso. In quel caso la lava aveva raggiunto le barriere a est di Grindavik, evacuata l’11 novembre scorso per via delle centinaia di scosse di terremoto che avevano danneggiato diverse abitazioni e aperto spaccature e voragini nel terreno. I terremoti sono stati seguiti dall'attività vulcanica il 18 dicembre, con la prima colata che, al contrario delle catastrofiche previsioni, aveva risparmiato la cittadina islandese. Seguita, poi, dalla seconda eruzione il 14 gennaio e da una terza l’8 febbraio scorso.
Una situazione al limite anche per l'Islanda, che ospita 33 vulcani attivi: un record in Europa. Secondo i vulcanologi le attività vulcaniche registrate dal 2021 sono la conseguenza del riaprirsi, dopo quasi un secolo, di una lunga faglia da cui fluisce il magma verso l’alto.