Mercoledì 26 Febbraio 2025
Antonio Troise
Esteri

Le potenze e la corsa al nuovo oro, quanto valgono le terre rare: bottino globale da oltre mille miliardi

Minerali fondamentali per la tecnologia. La Cina produce 270mila tonnellate in un anno, gli Usa solo 46mila

Roma, 27 febbraio 2025 – Dalla corsa all’oro a quella per la ricerca delle materie rare, giacimenti concentrati solo in alcuni Paesi, fra i quali l’Ucraina, e che già oggi valgono, per difetto, oltre mille miliardi di euro. Una cifra destinata a triplicare nei prossimi anni. Ma che cosa sono, dove si trovano e perché sono così importanti?

Kiev, protesta contro l’accordo  sulle terre rare concluso da Stati Uniti e Ucraina
Kiev, protesta contro l’accordo sulle terre rare concluso da Stati Uniti e Ucraina

Terre rare, cosa sono

Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici fondamentali (tra cui il lantanio, il cerio e lo scandio) che trovano un’ampia applicazione nella tecnologia avanzata e nelle energie rinnovabili. Nonostante il nome, non sono “rare”, ma la loro estrazione e raffinazione sono estremamente difficili e altamente distruttive per l’ambiente. Ciò significa che la produzione è concentrata in pochissimi luoghi del mondo. Solo per fare un esempio, secondo il governo dell’Ucraina, lo sviluppo del deposito di Novopoltavske, con giacimenti di terre rare, richiede un investimento di 300 milioni di dollari, e peraltro questo giacimento si trova in territorio occupato dalla Russia.

A cosa servono

I minerali pregiati che fanno parte del ristretto gruppo delle terre rare hanno un ruolo decisivo su molti fronti. Alcuni sono utilizzati per illuminare gli schermi dei nostri smartphone, altri per costruire i microchip che rendono più smart le nostre auto e gran parte dei nostri oggetti quotidiani, altri ancora sono fondamentali per lanciare i satelliti di Musk nello spazio o, ancora, per costruire sistemi di difesa, batterie, turbine eoliche, auto elettriche. Inoltre i minerali delle cosiddette terre rare sono necessari anche per la realizzazione dei prodotti associati alla transizione energetica verde.

Quanto valgono

Le terre rare rappresentano un mercato globale che si prevede in rapida espansione seguendo il ritmo della trasformazione dell’economia e della tecnologia mondiale. Così il valore di questi minerali è già salito alle stelle e la competizione geopolitica per accedervi è in aumento. Nel 2023, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (Iea) ha stimato che il mercato dei minerali per la transizione energetica aveva raggiunto 320 miliardi di sterline nell’anno precedente, il doppio del suo valore cinque anni prima. E se i Paesi implementeranno pienamente i loro impegni per l’energia pulita e il clima, si prevede che la domanda raddoppierà entro il 2030 e triplicherà entro il 2040, secondo la stessa Agenzia internazionale per l’Energia.

Dove si trovano

La Cina è il primo produttore mondiale con 270mila tonnellate prodotte di materiale estratto nel 2024 che rappresentano all’incirca il 70% del totale e con un export che anche lo scorso anno è cresciuto del 6%. Gli Usa hanno invece una produzione che – seppure cresciuta moltissimo negli ultimi anni – nel 2024 ha raggiunto le 43mila tonnellate. Poi ci sono Australia e Thailandia. La Russia è al quinto posto insieme a India e Madagascar con 2.600 tonnellate. Ecco quindi il valore strategico delle risorse ucraine, Paese che conta oltre 20mila miniere (in maggior parte carbone e ferro) ma anche una riserva di terre rare che complessivamente, secondo uno studio dell’Istituto geologico nazionale, si aggirerebbero intorno ai 2,6 miliardi di tonnellate. Kiev ad esempio è leader nella produzione di titanio (componente fondamentale anche per la costruzione di missili). Per questo la trattativa avviata da Trump con l’Ucraina (terre rare in cambio di armi e sistemi di difesa) gioca un ruolo importante anche dal punto di vista geopolitico, perché consente di fare un passo avanti per arginare il dominio di Pechino in materia. Si stima infatti che tra il 2019 e il 2022 gli Usa abbiano importato più del 95% delle terre rare consumate.