Roma, 23 febbraio 2025 – L’economia incagliata nelle secche di una lunga stagnazione trasformatasi in recessione, due attentati compiuti da migranti negli ultimi otto giorni, l’ultradestra che avanza cavalcando il tema, caldissimo, dell’immigrazione. E un nuovo cancelliere in pectore, almeno in base ai sondaggi, vale a dire il cristiano democratico Friedrich Merz. È lo scenario teso nel quale la Germania si presenta oggi alle elezioni politiche anticipate. Un voto di portata europea che arriva dopo la sfiducia del governo guidato dal socialdemocratico Olaf Scholz, giunta lo scorso 16 dicembre. Un fattore d’incertezza è dato dal possibile effetto sul voto dei due attentati avvenuti il 13 febbraio a Monaco, quando l’auto guidata da un uomo di origine afgana è piombata su un corteo sindacale (due morti), e il 21 febbraio a Berlino, quando un richiedente asilo siriano ha accoltellato un turista spagnolo al Memoriale dell’Olocausto.
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Quando e come si vota
I seggi saranno aperti oggi dalle 8 alle 18. Poi saranno diffusi gli exit poll. Indicazioni sui risultati arriveranno in serata. Il sistema elettorale è proporzionale misto. L’elettore esprime due voti, uno per un candidato uninominale, l’altro per un partito. La soglia di sbarramento per il Bundestag, il parlamento tedesco, è al 5%, con alcune eccezioni. La maggioranza viene poi formata tramite alleanze.
Le forze in campo
Gli ultimi sondaggi (media di PolitPro) danno in testa con il 29,9% l’Unione Cdu/Csu, formata dall’Unione cristiano democratica, guidata da Friedrich Merz, assieme ai Cristiano Sociali bavaresi. Partito moderato, la Cdu ha governato a lungo con figure come Helmut Kohl (dal 1982, quando era ancora Germania Ovest, al 1998) o Angela Merkel (dal 2005 al 2021). Merz, ex rivale politico della Merkel, ha assunto toni molto duri sull’immigrazione. Al secondo posto c’è Afd (Alternativ fur Deutschland), partito di ultradestra, forte nell’Est e stimato intorno al 20,5%: raddoppierebbe i voti del 2021. La leader è Alice Weidel che nelle scorse settimane ha ricevuto il sostegno del vicepresidente americano JD Vance (con il quale si è incontrata).
Terza, crollata nei sondaggi, è la Spd, vale a dire il partito socialdemocratico che ha espresso l’ultimo cancelliere, Olaf Scholz, passato in cinque anni dal 25 al 15%. Seguono con il 13% i Verdi, il cui presidente è il vice cancelliere uscente Robert Habeck, e la Linke, al 7,2%, di sinistra radicale. Una delle incognite del voto è la nuova formazione ’rossobruna’ Bsw guidata da Sahra Wagenknecht: associa a proposte di sinistra, altre di destra, in particolare sull’immigrazione. Il partito è dato al 4,4%. In grande calo il partito liberale dell’Fdp, che sosteneva Scholz: è dato al 4,4%.
Il ’cordone sanitario’
La tradizione politica tedesca del Dopoguerra prevede l’esclusione delle formazioni di estrema destra e nessuno dei partiti intende allearsi con Afd. La ’collaborazione’ tentata da Merz al Bundestag su una proposta per l’immigrazione a fine gennaio ha violato un tabù, provocando sdegno e proteste, non solo a sinistra.
Il dibattito
Nel confronto fra Merz e Scholz di giovedì sera si è parlato di economia, ma soprattutto di immigrazione. Merz ha accusato l’ex cancelliere di inerzia, ma Scholz si è detto sicuro di vincere, contando sugli indecisi.
Gli scenari
Merz ha già fatto sapere di prediligere un’alleanza con un solo partito. Esclusi accordi con Afd, il primo candidato è la Spd, che con la Cdu ha già governato (la ’Grande coalizione’). Se uno fra Fdp e Bsw dovesse superare il 5%, i giochi si complicherebbero perché Cdu e Spd conterebbero su meno seggi e potrebbero non raggiungere la maggioranza da soli. L’altro partito da considerare potrebbero essere i Verdi, con i quali la Cdu governa già a livello locale (ma dovrebbe superare il no della componente Csu). Un boom di Afd potrebbe però complicare non poco le trattative.