Mercoledì 26 Febbraio 2025
MADDALENA DE FRANCHIS
Economia

Quotazioni materie prime, cacao ai minimi da tre mesi. Vicina l'inversione di tendenza?

Le quotazioni del cacao stanno iniziando a scendere. I prezzi di alcuni grassi e oli di largo uso nell’industria alimentare: burro, olio di cocco e olio di palma

Burro

Burro

È la notizia del giorno e, probabilmente, farà tirare un lieve sospiro di sollievo a gelatai e pasticceri: dopo i picchi record registrati nelle ultime settimane, le quotazioni del cacao stanno iniziando a scendere. I future sul cacao hanno appena segnato, infatti, un calo del 7% sulla piazza di New York, precipitando a circa 8.500 dollari a tonnellata: un livello che non si vedeva da almeno tre mesi. Il crollo è stato trainato dall’allarme lanciato dai giganti del cioccolato Hershey e Mondelez, che hanno segnalato un rallentamento della domanda globale di cacao, direttamente collegato ai rincari degli ultimi mesi. Ma il mercato del cacao - assicurano gli esperti di Aretè, società indipendente specializzata nell’analisi delle quotazioni delle principali commodity agrifood – continuerà a essere contrassegnato da una spiccata volatilità. Oltre al cacao, il focus di Aretè si concentra, questa settimana, sui prezzi di alcuni grassi e oli di largo uso nell’industria alimentare: burro, olio di cocco e olio di palma.

Burro: prezzo ai minimi da agosto 2024

Nei paesi dell’Ue, i prezzi del burro consolidano una congiuntura ribassista. Da inizio dicembre 2024 le quotazioni a Kempten, piazza tedesca di riferimento per il mercato, hanno segnato un -14% e toccato i minimi da agosto 2024. Aretè segnala come, dopo l’inflazione record dello scorso anno, il burro stia "beneficiando" dell’aumento della remuneratività rispetto al mix formaggio e siero, in una fase di rallentamento stagionale della domanda e di prezzi meno competitivi rispetto a quelli praticati negli Usa e in Oceania.

Olio di cocco alle stelle: in un anno, quotazioni su dell’80%

Le quotazioni dell'olio di cocco sono attualmente in rialzo, con aumenti del +4% nei primi venti giorni di febbraio a Rotterdam, accompagnati da rialzi del +5% per l'olio di palmisto e di oltre il +30% per l'olio di palma. Nel complesso, da gennaio 2024 a gennaio 2025, le quotazioni dell'olio di cocco in Ue sono risultate in crescita di oltre l'80% su base media mensile. Secondo l'analisi di Areté, tensioni di questa portata sono la conseguenza del deficit produttivo che caratterizza l'attuale campagna, sia nelle Filippine che a livello globale. La congiuntura di particolare scarsità di offerta si è concretizzata, nel corso del mese di gennaio, in un calo del 10% dei volumi esportati dalle Filippine rispetto allo stesso mese del 2024. Infine, la logistica dal Sud-est asiatico si mantiene in tensione: nonostante la tregua tra Hamas e Israele, che ha comportato anche una sospensione degli attacchi alle navi che attraversano il Mar Rosso da parte dei ribelli Houthi, il traffico attraverso il canale di Suez resta molto limitato.

Cacao ancora nell’occhio del ciclone

Le quotazioni della fava di cacao, dicevamo, si confermano elevate e volatili (+70% rispetto a febbraio 2024) in un contesto di stock estremamente limitati e di incertezza sull’offerta 24/25. Certo è che, da metà dicembre a oggi, dopo la corsa al rialzo registrata nell’ultimo trimestre del 2024, i prezzi sono calati del 18%. Gli analisti di Areté confermano che l’inversione è legata ai primi segnali di debolezza della domanda. Tuttavia, occorre attendere prima di decretare l'inizio di un'inversione di tendenza: sebbene gli arrivi di cacao ai porti in Costa d’Avorio, da ottobre a inizio febbraio, siano aumentati del 21% rispetto alla scorsa campagna – segnalando un main crop (letteralmente, ‘raccolto principale’) 2024/25 superiore rispetto al 2023/24 – il mercato continua a temere l’incertezza e i rischi meteo sull’imminente mid crop (il ‘secondo raccolto’ del cacao, che va da aprile a settembre). Tali fattori, uniti alla preoccupazione dei produttori di cioccolato e degli investitori, contribuiscono ad alimentare la volatilità sui prezzi.

Olio di palma: prezzi ai massimi da giugno 2022

Le quotazioni dell'olio di palma grezzo sono tornate ai massimi da giugno 2022 sul mercato europeo, superando anche i recenti picchi di inizio dicembre. Secondo l’analisi di Areté, tra il 23 gennaio e il 13 febbraio 2025, i prezzi sulla piazza di Rotterdam sono balzati, infatti, del +23%. Il mercato soffre il rallentamento stagionale della produzione nel Sudest asiatico: a gennaio, la produzione in Malesia è risultata in calo del 12% rispetto a gennaio 2024 e del 17% rispetto al mese precedente, in un contesto di stock ancora bassi. Il rafforzamento del ringgit (la valuta della Malesia) è un ulteriore fattore in grado di favorire i rialzi dei prezzi, assieme a una normalizzazione dei flussi commerciali attraverso il canale di Suez che tarda a verificarsi, nonostante la tregua annunciata dagli Houthi.