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Luca De Meo, ad di Renault, il gruppo europeo con la performance migliore (+5,4%)
Il 2025 parte con il freno a mano tirato per l’auto in Europa. A gennaio, infatti, le immatricolazioni sono state 995.271, il 2,1% in meno dello stesso mese del 2024 e il 18,8% in meno del 2019, prima della crisi legata alla pandemia. Crollano le vendite di Stellantis (-16%), con una quota di mercato ridotta al 15,5% rispetto al 18% di un anno fa. In crescita Volkswagen (+5,3%) e Renault (+5,4%), mentre sono in flessione le immatricolazioni di Bmw, Mercedes e Volvo. Segno negativo anche per Hunday (-3,7%) e Toyota (-4,4%) tra i costruttori asiatici, fra i quali invece spicca il +36,8% della casa cinese Saic, che conquista una quota del 2,3%.
Dei cinque mercati maggiori (incluso il Regno Unito), soltanto la Spagna registra una crescita (+5,3%). In calo, invece, Francia (-6,2%) e Italia (-5,8%), seguite da Germania (-2,8%) e Regno Unito (-2,5%).
Le auto ibride tornano a essere la prima scelta degli europei: le immatricolazioni sono aumentate del 18,4% sull’anno, e ora rappresentano il 34,9% del mercato complessivo. Al contrario, le auto a benzina hanno subito un forte calo (-18,9%), scendendo al 29,4% del mercato, mentre il diesel è crollato al 10%, con una riduzione del 27% su base annua. Le ibride sono in aumento soprattutto in Francia (+52,2%), Spagna (+23,5%), Germania (+13,7%) e Italia (+10,6%).
Boom delle auto elettriche: in Europa le vendite sono aumentate del 34% rispetto a gennaio 2024, con una quota mercato del 15%. In particolare, l’Italia ha registrato sull’anno una crescita del 126% nelle vendite di e-car, passando dal 2,1% al 5% delle immatricolazioni. Un dato significativo soprattutto se si considera la debacle di Tesla, che a gennaio 2025 in Europa ha venduto 9.945 auto elettriche, quasi la metà delle 18.161 registrate un anno fa, con un calo del 45%. Numeri sui quali pesa la forte esposizione mediatica del suo fondatore, Elon Musk, sulle elezioni politiche tedesche, con un esplicito sostegno all’estrema destra di Alternative fur Deutschland.
L’attesa è ora per il Piano d’azione che sarà presentato il 5 marzo dalla Commissione Ue, come risultato del “Dialogo strategico sul futuro dell’industria automotive europea“ avviato lo scorso 30 gennaio. Questo piano, osserva l’Unrae, "dovrà fornire misure concrete per rendere il settore maggiormente competitivo e affrontare con efficacia la transizione verso la decarbonizzazione. È possibile che l’Europa valuti di consentire anche dopo il 2035 la costruzione di auto non totalmente elettriche, ma con emissioni più contenute di quelle delle vetture tradizionali, come le ibride plug-in e le ibride range extender".