
Genitori anziani, i consigli legali per gestire il denaro
Roma, 27 febbraio 2025 – Chi ha un genitore anziano è spesso chiamato a gestirne anche le finanze, con la procedura che può rivelarsi essere una sfida abbastanza complessa. Se l'anziano conserva consapevolezza delle proprie azioni, si può ricorrere alla procura, un atto notarile che delega un altro soggetto a operare in suo nome. Questo strumento è utile per amministrare beni e conti correnti, purché sia il genitore stesso a richiederlo in piena lucidità mentale.
È fondamentale, in caso di presenza di più figli, mantenere trasparenza nelle decisioni finanziarie. Anche se la procura non richiede il consenso degli altri familiari, è consigliabile condividere informazioni e registrare le scelte per evitare futuri dissapori. Un'opzione sicura è l'utilizzo di strumenti tracciabili, come carte prepagate, per gestire le spese dell'anziano.
Gestione del denaro degli anziani senza procura
Quando la procura non basta o il genitore perde la capacità di amministrare autonomamente il proprio patrimonio, si può ricorrere all'amministratore di sostegno. Questo strumento legale, meno restrittivo dell'interdizione, consente di affiancare la persona fragile senza privarla completamente della propria autonomia. La nomina avviene tramite ricorso al giudice tutelare, ma con la riforma Cartabia, la competenza passerà al Tribunale per le persone, per i minorenni e per la famiglia. La richiesta di un amministratore di sostegno può essere avanzata da diversi soggetti, quali il coniuge, i figli o i parenti dell’anziano fino al quarto grado. Non mancano, inoltre, i casi in cui la richiesta venga effettuata anche dai medici curanti dell’anziano. L'iter, dopo la domanda, prevede la valutazione del tribunale e l'eventuale nomina di un amministratore provvisorio nei casi più urgenti.
Come viene scelto l’amministratore di sostegno
Il giudice sceglie l'amministratore in base alla situazione familiare: solitamente si privilegia il coniuge o un figlio, ma in presenza di conflitti d’interessi si può optare per un professionista esterno. La riforma Cartabia, inoltre, ha introdotto la "disclosure", ovvero l'obbligo di depositare documentazione finanziaria degli ultimi tre anni per garantire la trasparenza e verificare eventuali abusi nella gestione patrimoniale dell’anziano. Ci sono, come ipotizzabile, delle situazioni in cui l’amministratore di sostegno diventa necessario. Il caso esempio tipico è quando il genitore presenta difficoltà cognitive o di salute che compromettono la sua capacità decisionale. Se il problema è solo finanziario e la famiglia è in grado di gestire la situazione, si può evitare questo passaggio. Tuttavia, se emergono patologie neurodegenerative o il rischio di influenze esterne dannose, l’intervento del giudice diventa imprescindibile. Infine, anche in presenza di una procura, l’amministratore di sostegno può essere richiesto se il procuratore designato non agisce nell’interesse del genitore o se le sue condizioni di salute peggiorano al punto da richiedere scelte critiche, come il consenso a trattamenti medici. Affrontare questi aspetti con sensibilità e chiarezza, è doveroso precisarlo, aiuta a proteggere il genitore anziano e a garantire un’amministrazione patrimoniale trasparente e responsabile.