
A sinistra Giovanna Ferrari, madre di Giulia Galiotto ( a destra) uccisa a 30 anni dal marito Marco Manzini (al centro) nel 2009 a San Michele dei Mucchietti di Sassuolo (Modena)
Sassuolo (Modena), 26 febbraio 2025 – “La violenza economica è anche nelle istituzioni”. A parlare è la madre di Giulia Galiotto uccisa a 30 anni dal marito Marco Manzini nel 2009 a San Michele dei Mucchietti di Sassuolo (Modena).
La denuncia della madre della vittima
“L'Agenzia delle entrate ci chiede le tasse su un risarcimento che non abbiamo mai ricevuto e probabilmente mai riceveremo dall'uomo che ha ucciso nostra figlia”. Giovanna Ferrari, questo il nome della madre della giovane vittima non usa mezza parole e alla Gazzetta di Modena ha denunciato quello che sta vivendo facendo scattare una vera e propria battaglia legale.
L’omicidio di Giulia Galiotto
Marco Manzini uccise Giulia Galiotto, all'epoca 30enne, incontrandola con una scusa, colpendola più volte con una pietra e gettando il corpo nel fiume Secchia, inscenando un suicidio. Condannato a 19 anni, nel 2022 Manzini ha ottenuto la semilibertà e nel luglio del 2024 ha espiato la pena.
Risarcimento di 1 milione e 200mila euro
La sentenza di condanna prevedeva un risarcimento di un milione e 200mila euro. Soldi che la famiglia non ha mai ricevuto. L'Agenzia delle Entrate oggi chiede ai parenti di Giulia Galiotto 6mila euro di tasse.
La nostra battaglia per le donne disagiate
“Noi non molliamo e abbiamo presentato tre ricorsi - fa sapere Giovanna Ferrari - uno per ogni cartella esattoriale ricevuta (destinatari madre, padre e sorella di Giulia Galiotto, ndr). I soldi non sono il nostro problema - precisa Ferrari -. Sappiamo, tuttavia, che diverse donne svantaggiate dal punto di vista economico non affrontano percorsi giudiziari come il nostro e rinunciano al risarcimento, proprio per il rischio di trovarsi in questa situazione”.