Calenzano (Firenze), 11 dicembre 2024 – Mentre la procura è al lavoro sulle possibili responsabilità della tragedia, è il giorno del lutto in tutta la Toscana per l’esplosione di Calenzano. Con le cinque vittime che vengono ricordate in una serie di manifestazioni e cerimonie. Profondi il dolore e il cordoglio per le cinque persone che hanno perso la vita mentre lavoravano. Si tratta di tre autisti di autobotte e due manutentori, investiti dalla deflagrazione avvenuta lunedì mattina 9 dicembre alle 10.20. Sotto, tutti gli aggiornamenti.
Le conseguenze per i distributori di benzina
Il Comune di Calenzano ha attivato un conto corrente di solidarietà a favore delle famiglie delle vittime dell’incidente al deposito carburanti Eni di via Erbosa. L’iban del conto, presso Unicredit spa, tesoriere del Comune, è IT43Y0200838103000107278108. Lo ha annunciato questa mattina il sindaco Giuseppe Carovani, partecipando all’omaggio alle vittime davanti ai cancelli del deposito, insieme alle Istituzioni regionali e a rappresentanti della Giunta e del Consiglio comunale.
Rabbia e dolore. Sono centinaia le persone presenti alla manifestazione a Calenzano in ricordo delle vittime della strage al deposito Eni. Leggi qui l'articolo
"Siamo qui per ribadire la vicinanza al sindaco di Calenzano, a tutte le famiglie per una tragedia troppo vicina ad un'altra tragedia che abbiamo avuto a Firenze in via Mariti. Noi ci siamo, come amministrazione comunale a Firenze e Città metropolitana", "ci sono troppi morti sui nostri territori. Troppi morti nell'ultimo anno. Troppi morti sempre". Lo ha dichiarato la sindaca di Firenze Sara Funaro, a margine della manifestazione 'Basta morti sul lavoro', organizzata a Calenzano (Firenze) dopo la tragedia al deposito Eni.
Un operatore ha segnalato alle ore 10, 21 minuti e 30 secondi un'anomalia nell'area pensiline di carico, "tant'è che si è allontanato e si è messo in salvo la vita" dall'imminente stato di pericolo. E' quanto risulta alla procura di Prato circa gli immediati istanti prima dell'esplosione. Lo ha confermato il procuratore Luca Tescaroli riguardo a una testimonianza raccolta nelle primissime fasi dell'inchiesta sull'esplosione al deposito Eni di Calenzano.
L'intero deposito Eni di Calenzano è stato posto sotto sequestro dalla procura di Prato per svolgere le indagini tecniche necessarie per stabilire le cause dello scoppio alle pensiline di carico. Eni, si apprende da fonte inquirente, ha chiesto di intervenire per smaltire correttamente acque potenzialmente inquinanti, ma tutta l'attività di approvvigionamento, stoccaggio e distribuzione carburanti "deve restare ferma" fino a che sarà necessario.
Momenti di grande commozione durante la cerimonia di commemorazione delle vittime della strage di Calenzano. Le foto
Al deposito Eni di Calenzano era in corso una manutenzione straordinaria, resasi necessaria su apparati che ne avrebbero necessitato da anni. È quanto risulta dai primi accertamenti della procura di Prato a poco più di 48 ore dall'esplosione nell'area pensiline di carico. La procura indaga sulle modalità della manutenzione riguardo all'innesco dell'esplosione. Secondo quanto si apprende le presunte inadempienze nella fase della manutenzione straordinaria alle pensiline numero 5 e numero 6 è uno dei fronti di lavoro della procura di Prato. Agli inquirenti risulterebbe che, sul luogo dove veniva eseguita la manutenzione straordinaria, ci fosse un guasto che causava un malfunzionamento da alcuni anni.
Dai primi rilievi tecnici disposti dalla procura di Prato nel deposito Eni di Calenzano, non è stato trovato esplosivo, quindi, viene escluso che l'esplosione sia da attribuire a un possibile sabotaggio. La procura di Prato conferma di aver aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo, crollo doloso di costruzioni o altri disastri e rimozione dolosa delle cautele contro gli infortuni sul lavoro.
Perquisizioni nel corso della mattinata di oggi anche all'interno della Bt Trasporti di Roma, la ditta per la quale lavorava Vincenzo Martinelli, 51 anni, una delle vittime della strage di Calenzano
"Siamo a disposizione delle famiglie per qualsiasi cosa, adesso è prematuro esprimersi su altre iniziative", oltre alla mobilitazione di oggi, con lo sciopero provinciale di questo pomeriggio. Lo ha detto stamani il sindaco di Calenzano (Firenze) Giuseppe Carovani a margine della commemorazione delle vittime dell'esplosione al deposito Eni. "Verificheremo come si evolveranno le cose, quando sarà fatto il riconoscimento delle salme. Siamo a disposizione a supportare le onoranze funebri, se vogliono, a ospitare a Calenzano la cerimonia". La vicinanza alle famiglie delle vittime, ha sottolineato, "è sicuramente per noi un elemento prioritario".
La Fiorentina ha osservato un minuto di silenzio per le vittime di Calenzano. La squadra, a fine allaenamento nel centro sportivo Viola Park a Bagno a Ripoli, ha dedicato un momento di raccogliemnto in memoria dei lavoratori che hanno perso la vita nella tragica esplosione.
Le parole di Davide Rosetti, un autista che lavora nel deposito Eni di Calenzano.
Le figlie di Vincenzo Martinelli, una delle cinque vittime della strage di Calenzano, erano davanti ai cancelli del deposito Eni durante la commemorazione di stamani. "Vogliamo vedere il luogo dove è morto nostro padre", hanno dichiarato.
"Oggi è un momento di sofferenza da un punto di vista umano. Se il primo giorno quando è accaduto la preoccupazione è stata la sicurezza dei luoghi, l'individuazione dei motivi di quanto successo, la volontà di prevenire, stamani colgo questo: le cinque vittime erano tutte persone perbene, grandi lavoratori, questo mi ha colpito. Cinque persone morte, nove ragazzi che rimangono senza il padre. Vi è una commozione da un punto di vista umano che coinvolge tutti". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, a margine del minuto di silenzio osservato davanti al deposito Eni di via Erbosa a Calenzano.
Le figlie di Vincenzo Martinelli, una delle cinque vittime dell'esplosione di Calenzano, si sono presentate questa mattina alla commemorazione organizzata per ricordare la tragedia avvenuta lunedì scorso al deposito Eni. Insieme a loro, davanti ai cancelli dello stabilimento, anche la mamma e la moglie di Gerardo Pepe, un altro dei lavoratori morti nello scoppio. Volevano vedere il luogo dove hanno perso la vita i loro cari. Ad accompagnarli sul luogo del disastro è stato il Governatore Eugenio Giani. La commemorazione si è svolta davanti ai cancelli del deposito perché l'area all'interno è ancora interdetta.
"Abbiamo chiesto che si apra una riflessione e un tavolo di confronto per capire come questo sito può coesistere con questo stato di cose, con il contesto infrastrutturale urbanistico che c'è qui". Lo ha detto questa mattina il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani a margine della commemorazione per le vittime dell'esplosione al deposito Eni in occasione del lutto regionale. "Crediamo che debba essere affrontato questo tema anche con senso di responsabilità e con lungimiranza, cercando di capire cosa succederà nei prossimi decenni e se avrà ancora senso avere un impianto di questo tipo - ha aggiunto - È il tema, so che ci sono difficoltà già oggi da un punto di vista logistico per gli approvvigionamenti, sappiamo benissimo che è un sito nevralgico e strategico, tuttavia la riflessione deve essere fatta".
"L'impegno che prendiamo è a cambiare gli strumenti urbanistici e a fare in modo che non ci sia più all'interno delle città la possibilità di realizzare luoghi come questo che sono ad alta pericolosità ma che nel tempo hanno avuto una serie di controlli. Però in futuro questi luoghi devono andare in spazi veramente isolati, non nel centro delle città. Il tema è di pianificazione, il nostro compito è legiferare. Lo faremo nei prossimi mesi". È quanto dichiara il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, parlando coi giornalisti al termine del minuto di silenzio osservato in ricordo delle vittime.
Minuto di silenzio e bandiere listate a lutto anche a Firenze, a Prato, che piange due delle cinque vittime. Nel capoluogo regionale la sede della Regione in piazza Duomo e quella del Consiglio regionale in via Cavour hanno da stamattina le bandiere a mezz'asta. Anche il Comune di Firenze ha aderito al lutto regionale: alle ore 10 è stato osservato un minuto di silenzio negli uffici comunali. La sindaca di Firenze, Sara Funaro, ha partecipato al minuto di silenzio in Consiglio metropolitano. Sempre a Firenze chiuso per 15 minuti il mercatino natalizio allestito in Santa Croce.
Un minuto di silenzio, la deposizione di un mazzo di fiori e poi alcune parole scambiate con colleghi e alcuni familiari delle vittime a Calenzano davanti al deposito Eni teatro della strage di lunedì scorso, a distanza dai giornalisti. Questa la commemorazione stamani, nel giorno del lutto regionale, presenti alcune decine di persone, oltre alle istituzioni: il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani, il presidente della Toscana Eugenio Giani e del consiglio regionale Antono Mazzeo, l'assessora all'ambiente Monia Monni e i capigruppo a Palazzo del Pegaso. Unici due labari quelli dell'Anmil delle sezioni di Firenze e Prato.