Roma, 27 febbraio 2025 – Autovelox sequestrati e multe annullate dai giudici di pace. Dibattiti infuocati sulla sicurezza stradale - all’esordio del nuovo codice della strada di Matteo Salvini – e una certezza: il caos è grande. Inchieste penali, come quella di Cosenza - la procura ipotizza il reato di frode in pubbliche forniture, siamo agli avvisi di fine indagine -, e automobilisti che continuano a vincere i ricorsi grazie alle ordinanze della Cassazione. La Suprema Corte ha messo l’accento su un punto preciso: la mancata omologazione degli strumenti. Che, ricorda da anni il Perito Giorgio Marcon, vale per tutto, anche per telelaser e tutor. Mentre i sindaci si muovono in ordine sparso - chi ’congela’ le macchinette, chi decide di impugnare le sentenze dei giudici di pace -, il ministro Matteo Salvini promette un decreto che sani il vulnus. Ecco cosa dobbiamo sapere.
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Che cos’è l’omologazione
Prima di tutto: cosa si intende per omologazione? Per capirlo, dobbiamo trasferirci idealmente dalla strada a una bottega. Emanuele Dalla Palma - avvocato e presidente di ’Miglior tutela’, associazione di consumatori che ha appena vinto un ricorso a Bologna per 25 verbali da autovelox - la spiega così: “La certezza della misura sfiora la sacralità, dai tempi dei Faraoni. L’evoluzione ci ha portato agli strumenti elettronici. Le misure devono fare pubblica fede. Vale per la bilancia del macellaio e per gli autovelox. Per questo si parla di verifica metrologica legale, che è retaggio esclusivo del Mimit”. Dunque di un ministero economico.
Le multe da autovelox
Anche perché quando parliamo di autovelox parliamo di soldi, tanti soldi. Quasi 76 milioni sono stati incassati nel 2022 dalle 20 città più importanti. Nel 2023 a Firenze, ad esempio, le sanzioni per eccesso di velocità hanno sfiorato i 18,7 milioni su 71,4 in cassa per tutte le violazioni al codice della strada. Valori che a Roma diventano rispettivamente 7,5 e 172 milioni; a Bologna 4 e 43 milioni, a Milano 8,5 e 147 milioni.
La circolare del Viminale
Il 23 gennaio il Viminale ha inviato una circolare ai prefetti, istruzioni per costituirsi in giudizio e difendersi dall’ondata di ricorsi. L’asso nella manica, osservano gli addetti ai lavori, è un modello che chiede in sostanza alle amministrazioni di riprodurre i decreti di omologazione/approvazione per cercare di difendersi. Ma, è la domanda, che effetti può avere il testo in assenza del decreto ministeriale che deve colmare la lacuna?
La Cassazione /1
Nel corso del 2024 diverse sentenze della Cassazione hanno ribadito che approvazione e omologazione sono procedimenti distinti, il secondo passaggio è indispensabile per garantire il funzionamento corretto dello strumento. Concetto sposato in pieno, ad esempio, dal giudice di pace di Bologna che il 10 febbraio ha annullato 25 multe in un colpo solo.
La Cassazione /2
Il 5 febbraio, però, la Suprema Corte aveva invece dato torto a un automobilista multato da un telelaser in Sardegna. Nulla di strano per Luigi Vingiani, avvocato e segretario nazionale della Confederazione giudici di pace. “Questa sentenza - chiosa - non è rilevante ai fini della discussione perché non entra nel merito. Mi chiede se aumenta la confusione? Solo se le attribuiamo un’importanza che non ha”. Perché quel testo non affronta il tema oggetto del contendere, la verifica metrologica legale.
Autovelox e sicurezza stradale
Al fondo di questo caos, resta una domanda: gli autovelox fanno sicurezza stradale o prima di tutto fanno cassa? I pareri degli esperti sono agli antipodi. Marcon, il perito veneto che con la squadra del Centro tutela legale continua a vincere cause in tutta Italia, non ha dubbi: “Fanno solo cassa perché non fermano i veicoli. La sicurezza e la prevenzione, invece, si garantiscono prima di tutto con le pattuglie sulle strade”.