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Firenze, 19 agosto 2024 – Ricordando che all’alba del 19 agosto 1936 il poeta Federico García Lorca fu ucciso a Víznar.

L’ombra della mia anima

L’ombra della mia anima
è in fuga in un tramonto d’alfabeti,
nebbia di libri
e di parole.

L’ombra della mia anima!

Sono giunto alla linea dove cessa
la nostalgia,
e la goccia di pianto si trasforma
alabastro di spirito.

(L’ombra della mia anima!)

La conocchia del dolore
sta finendo,
ma resta la ragione e la sostanza
del mio vecchio mezzogiorno di labbra,
del mio vecchio mezzogiorno
di sguardi.

Un fosco labirinto
di stelle affumicate
m’intrica l’illusione
quasi appassita.

L’ombra della mia anima!

E un’allucinazione
munge i miei sguardi.
Vedo la parola amore
diroccata.

Usignolo mio!
Usignolo!
Canti ancora?

La sombra de mi alma

La sombra de mi alma
Huye por un ocaso de alfabetos,
Niebla de libros
Y palabras.

¡La sombra de mi alma!

He llegado a la línea donde cesa
La nostalgia,
Y la gota de llanto se trasforma,
Alabastro de espíritu.

(¡La sombra de mi alma!)

El copo del dolor
Se acaba,
Pero queda la razón y la sustancia
De mi viejo mediodía de labios,
De mi viejo mediodía
De miradas.

Un turbio laberinto
De estrellas ahumadas
Enreda mi ilusión
Casi marchita.

¡La sombra de mi alma!

Y una alucinación
Me ordeña las miradas.
Veo la palabra amor
Desmoronada.

¡Ruiseñor mío!
¡Ruiseñor!
¿Aún cantas?

Federico García Lorca

(Madrid, dicembre 1919)

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